“Radici in viaggio” ad Asuni: l’evento finale di Italea Sardegna per il turismo delle radici

Si è conclusa ufficialmente ieri, 12 ottobre 2025 ad Asuni, la manifestazione “Radici in Viaggio”, l’iniziativa seminariale e culturale che per tre giorni ha reso il comune di Asuni il fulcro del dibattito regionale e nazionale sul Turismo delle Radici. L’evento, promosso da Cumbidu in qualità di associazione direttamente incaricata dal Ministero degli Esteri, ha delineato nuove traiettorie per la gestione dei flussi migratori di ritorno e per la valorizzazione dell’identità sarda nel contesto globale.

Un laboratorio di analisi e progettualità

L’articolazione della tre giorni ha permesso di superare la dimensione puramente celebrativa, configurandosi come un autentico laboratorio di analisi scientifica e sociologica. Attraverso il coinvolgimento di esperti del settore, rappresentanti istituzionali e operatori culturali, sono state esaminate le potenzialità economiche derivanti dal legame tra i territori d’origine e le comunità dei sardi residenti all’estero.

L’integrazione tra i workshop tecnici e la programmazione cinematografica curata dal festival Terre di Confine ha evidenziato come il racconto visivo e la memoria storica rappresentino strumenti imprescindibili per la costruzione di un’offerta turistica integrata, capace di rispondere alla domanda di autenticità espressa dai discendenti degli emigrati.

L’esperienza come fulcro dell’identità
L’apertura della manifestazione ha posto l’accento sulla dimensione esperienziale del turismo delle radici. Attraverso una serie di laboratori specialistici, i partecipanti hanno avuto l’opportunità di interagire direttamente con il patrimonio storico, genealogico e artigianale della Sardegna, trasformando la memoria in un atto pratico e partecipativo.

L’offerta formativa della prima giornata si è articolata in tre direttrici fondamentali:

  • Archeologia e simbologia: sotto la guida dell’archeologa Federica Flore, il laboratorio di arte preistorica sarda ha permesso di approfondire i simboli della civiltà nuragica. I partecipanti si sono cimentati nella replica delle antiche tecniche artistiche, realizzando manufatti ispirati ai reperti dell’età nuragica, stabilendo così un contatto tangibile con le origini millenarie dell’Isola.
  • Ricerca genealogica e archivistica: il genealogista Raffaele Cau ha condotto un seminario dedicato alla ricostruzione della storia familiare. Attraverso lo studio dei documenti d’archivio e l’analisi onomastica dei cognomi, è stato possibile fornire gli strumenti metodologici necessari per ricomporre l’albero genealogico e restituire una narrazione storica ai nomi degli antenati.
  • Patrimonio immateriale e gastronomia: la maestra Dora Macis ha guidato il laboratorio dedicato alla lavorazione e scultura del gateau sardo. L’attività ha esplorato la valenza festiva e identitaria del croccante di mandorle e caramello, focalizzandosi sulle tecniche di modellazione e decorazione che rendono questo dolce un elemento iconico della tradizione isolana.

La Dichiarazione di Asuni

Il risultato programmatico più rilevante dell’iniziativa è stato la redazione e la firma della “Dichiarazione di Asuni”. Questo documento rappresenta un impegno formale verso il superamento di una visione statica dell’emigrazione, proponendo invece un modello di “cittadinanza universale” per i sardi nel mondo.

La Dichiarazione stabilisce i criteri per una nuova visione strategica:

  1. Riconoscimento del valore dei territori: Valorizzare i piccoli centri della Sardegna non come luoghi in declino, ma come poli di attrazione culturale e centri di competenza.

  2. Rete degli ambasciatori: Trasformare il legame sentimentale dei sardi all’estero in un coinvolgimento attivo e professionale per la promozione dell’Isola.

  3. Sostenibilità e contrasto allo spopolamento: Implementare politiche di accoglienza che generino ricadute economiche dirette sulle comunità locali, incentivando il restauro del patrimonio edilizio e la rivitalizzazione dei servizi.

Per Cumbidu ETS, l’organizzazione di questo evento ha rappresentato l’attuazione di una strategia di lungo periodo volta a invertire la tendenza allo spopolamento attraverso l’economia della conoscenza e del ritorno. La partecipazione attiva della comunità di Asuni e l’adesione di numerosi partner istituzionali confermano la validità di un approccio che vede nella cultura e nelle radici storiche non un retaggio del passato, ma una risorsa competitiva per il futuro.

La “Dichiarazione di Asuni” non costituisce un punto d’arrivo, bensì l’inizio di una fase operativa che vedrà la nostra associazione impegnata nel monitoraggio e nell’implementazione delle linee guida tracciate durante il seminario. L’obiettivo è consolidare una rete permanente che colleghi le istituzioni locali, il mondo accademico e le realtà associative internazionali.

Per l’organizzazione dell’evento e il supporto, si ringraziano il Ministero degli Esteri e il funzionario Daniele Soro, il Comune di Asuni e il sindaco Gionata Petza, il MEA – Museo dell’Emigrazione di Asuni, l’architetto Silvia Oppo, Consorzio UNO e tutte le persone coinvolte nei laboratori e nelle tavole rotonde.